Caro Bambino Gesù

31 dicembre 2009 by Zap

Caro Bambino Gesù,

quest’anno ti sei portato via il mio cantante preferito, Michael Jackson, il mio attore preferito, Patrick Swayze, la mia attrice preferita, Farrah Fawcett, il mio presentatore preferito, Mike Bongiorno, la mia poetessa preferita, Alda Merini!!! Volevo dirti che il mio politico preferito è SILVIO BERLUSCONI e che l’anno non è ancora finito!!!

BUON ANNO A TUTTI!



Due gradi l’aumento massimo ma è scomparsa ogni scadenza

19 dicembre 2009 by Zap

Si litiga su tempi e obiettivi. Gradi ed emissioni i punti della discordia. Il testo non sarà politicamente vincolante


COPENAGHEN - Almeno quattro bozze di accordo sono circolate ieri, spesso molto diverse fra loro. Ognuna accolta con crescente sconcerto e disappunto dagli ambientalisti e anche da più di un governo, in particolare europeo. L’ultima, emersa in serata, contiene ancora buchi espliciti o punti apertamente contestati. Ecco un panorama della situazione, capitolo per capitolo.

Trattato. Nessun trattato, da Copenaghen può uscire solo un Accordo. È sparita anche la definizione di “accordo politicamente vincolante”.

Vincoli. L’idea era di far seguire all’Accordo, entro il 2010, la stesura di trattati legalmente vincolanti, come quello di Kyoto, con meccanismi di verifica e sanzioni, come quello correntemente in atto. Solo una delle bozze cita ancora il 2010 come scadenza finale per arrivare alla stesura di testi legali veri e propri. Si tratterebbe, comunque, di due trattati. Uno che prolunga Kyoto, per i Paesi industrializzati che, allora, lo firmarono. Un altro per gli Usa (che non firmarono quel trattato) e i Paesi in via di sviluppo (come Cina, India e Brasile) che, nel testo di Kyoto, non avevano alcun impegno.

2 gradi. L’obiettivo di mantenere entro 2 gradi l’aumento della temperatura nei prossimi decenni, nel testo c’è. Gli scienziati ritengono che un aumento di oltre 2 gradi comporterebbe conseguenze (siccità, inondazioni, innalzamento dei mari) al di fuori di ogni possibile controllo e difesa.

1,5 gradi. Il testo prevede, per il 2016, un nuovo incontro per stabilire se frenare l’aumento della temperatura a 1,5 gradi, invece di 2. La richiesta di fissare l’obiettivo più in basso dei 2 gradi è venuta soprattutto dai Paesi africani (dove la media mondiale di 2 gradi significa, in realtà, almeno 3,5 gradi) e dalle piccole isole che temono di essere sommerse dall’innalzamento degli oceani.

2050. Per arrivare all’obiettivo dei 2 gradi, le emissioni di CO2 dovrebbero diminuire del 50 per cento entro il 2050. Per arrivarci, i Paesi industrializzati taglierebbero le emissioni dell’80 per cento. Ma non basta: anche i Paesi emergenti dovrebbero tagliare le loro e non solo rallentarle. Per questo Cina e Brasile non vogliono un impegno globale del 50 per cento, che vincolandoli, sia pure a lunga scadenza, a ridurre le emissioni, può compromettere la loro crescita economica. Per accettare il 50 per cento, i Paesi emergenti vogliono che i Paesi ricchi fissino un obiettivo di riduzione ambizioso già per il 2020. Ma questo obiettivo ancora non c’è.

2020. Perché l’obiettivo al 2050 sia credibile, i Paesi industrializzati dovrebbero infatti tagliare già nel 2020 le loro emissioni, secondo gli scienziati, del 25-40 per cento. Gli impegni presi finora arrivano solo al 14-18 per cento: secondo un recente rapporto, trapelato dall’ambiente degli scienziati che lavorano con l’Onu, una riduzione così modesta spingerebbe le temperature ad un aumento di 3 gradi. La bozza si limita a registrare gli impegni presi finora dai vari Paesi (Ue 20 per cento sul 1990, Usa 17 e Giappone 25, ambedue sul 2005). Sulla percentuale totale di riduzione c’è una bella “x”, con la possibilità di calcolare il taglio, sia rispetto al 1990 (come la Ue) che rispetto al 2005 (come gli Usa).

Verifiche. Una richiesta soprattutto americana, indirizzata alla Cina perché gli impegni presi da Pechino sul rallentamento delle sue emissioni (solo i Paesi industrializzati operano effettivamente dei tagli) siano verificati a livello internazionale. Il testo della bozza parla solo di inventari biennali delle emissioni, da comunicare “secondo nuove linee guida che saranno approvate dalla Conferenza”.

Foreste. Le foreste sono un grande polmone e la deforestazione un potente fattore di emissioni. La bozza annuncia incentivi (gli Usa hanno già stanziato 1 miliardo di dollari) per allargare le foreste e fermare i disboscamenti.

Finanziamenti. Ai Paesi più deboli viene promesso un aiuto di 10 miliardi di dollari l’anno, per il 2010, 2011, 2012, Si tratta di soldi, precisa la bozza, “nuovi e aggiuntivi”, non dunque il riciclo di vecchie promesse di donazioni. Nel caso di piccole isole e di Paesi particolarmente vulnerabili, i soldi saranno impiegati, più che per ridurre le emissioni, soprattutto per difendersi dall’impatto dell’effetto serra. Dopo il 2013, entrerà in funzione un Fondo di Copenhagen per il clima, con finanziamenti che dovrebbero arrivare a 100 miliardi di dollari l’anno, entro il 2020.

Fonte: Repubblica.it



(Facili) costumi

20 giugno 2009 by Zap

Tra ministri che fanno il saluto romano, presidenti che organizzano orge, veline che chiamano papi il presidente e vengono candidate alle elezioni…

Possiamo proprio dire che il paese sta andandando a

PUTTANE

Michela Vittoria Brambilla

Michela Vittoria Brambilla

Patrizia dAddario

Patrizia d'Addario

Noemi Papi

Noemi "Papi"

Barbara Montereale

Barbara Montereale



Mai una volta che dica la verità!

25 maggio 2009 by Zap

Fonte: Repubblica.it



La Lombardia e la legge anti-kebab

22 aprile 2009 by Zap

MILANO — Giro di vite in Lombardia per take-away, kebaberie, ma anche gelaterie, pizzerie d’asporto, rosticcerie e piadinerie. Saracinesce giù tassativamente non oltre l’una del mattino. Posate e bicchieri usa e getta. Vietato consumare sui marciapiedi fuori dai locali. Pena sanzioni fino a 3 mila euro. Era nata dietro la spinta della Lega, per arginare il «fenomeno kebab», i locali arabi aperti giorno e notte, a centinaia solo nei capoluoghi. E per combattere «gli assembramenti» sui marciapiedi, fuori dai ritrovi etnici. Ma sei mesi di revisioni hanno trasformato il progetto di legge «anti-kebab», per ammissione degli stessi esponenti della Lega, in un provvedimento punitivo per tutti gli artigiani del fast food. Oltre seimila in Lombardia.

La leggina, varata ieri dal Consiglio regionale, in soli sei articoli mette fine «all’anarchia del take-away». Impone limiti contro l’inquinamento acustico. E orari rigidi, anche se non da coprifuoco come chiedeva una delle prime stesure del testo: «Consentita l’apertura dalle 6 del mattino alla una del giorno dopo — spiega Daniele Belotti, bergamasco e consigliere della Lega —. I kebab fino ad oggi non avevano orario». La legge pone dei limiti ai quali solo i sindaci potranno derogare. «Uno strumento in più per la sicurezza», aggiunge il capodelegazione del Carroccio in giunta, Davide Boni. Ma a far discutere è l’articolo 2-comma 2, che «vieta il consumo dei prodotti negli spazi esterni al locale». Cavillo necessario, come spiega il relatore della legge, Carlo Saffioti (Pdl), «per evitare che tali locali chiedano l’autorizzazione ad installare un dehor». Non una panchina, né sedie o ombrelloni di fortuna. Comma necessario forse, ma anche ambiguo quanto basta. «Serve ad evitare assembramenti», dicono dal fronte Lega.

«Penalizzante per tutti. Ci vietano pizza e birra — aggiungono dal centrosinistra Carlo Monguzzi dei Verdi e Ardemia Oriani del Pd —. Ve l’immaginate fuori dalla panzerotteria di Luini, dietro al Duomo, a mezzogiorno? O da Chocolat dietro alla stazione Cadorna, dove c’è la ressa in strada, inverno ed estate, di gente che gusta un cono di gelato? Ci penseranno i vigili ad allontanare gli avventori?». E mentre c’è chi si domanda a chi toccherà vigilare, esulta il vicesindaco di Milano, Riccardo De Corato che da settimane tiene il fiato sul collo alle 350 kebaberie della città con un’azione congiunta di vigili dell’Annonaria e veterinari della Asl. Operazione che ha portato, non più tardi di una settimana fa, ad individuare alla periferia Nord della metropoli un deposito abusivo di carne che riforniva da 3 anni i kebab di mezza regione.

fonte: Corriere della Sera



Terremoto

6 aprile 2009 by Zap

Da Gennaio si susseguono scosse sempre più forti.

Da dieci giorni le scosse si fanno sempre più insistenti.

Uno studioso dice che arriva “the big one” ma lo deridono e lo denunciano.

Il terremoto arriva.

In 92 muoiono.

Centinaia di migliaia sono senza casa.

Insistono a dire che sia un millantatore.

Mentana non c’è e Mediaset manda in onda Matrix. Pentita? Il caso Englaro era un argomento troppo comunista? Probabile.

Un abbraccio agli sfollati, un bacio alle vittime.



Forza Italia

28 gennaio 2009 by Zap

Nel nostro partito politico manteniamo le promesse.
Solo gli imbecilli possono credere che
non lotteremo contro la corruzione.
Perché se c’è qualcosa di sicuro per noi è che
l’onestà e la trasparenza sono fondamentali
per raggiungere i nostri ideali.
Dimostreremo che è una grande stupidità credere che
la mafia continuerà a far parte del nostro governo come in passato
Assicuriamo senza dubbio che
la giustizia sociale sarà il fine principale del nostro mandato.
Nonostante questo, c’è gente stupida che ancora pensa che
si possa continuare a governare con i trucchi della vecchia politica.
Quando assumeremo il potere, faremo il possibile affinché
finiscano le situazioni di privilegio.
Non permetteremo in nessun modo che
i nostri bambini muoiano di fame.
Compiremo i nostri propositi nonostante
le risorse economiche siano esaurite.
Eserciteremo il potere fino a che
Si capisca da ora che
Siamo il partito di FORZA ITALIA, la nuova politica

Ora provate a rilleggerlo partendo dal basso…!



Conflitto d’interessi

30 novembre 2008 by Zap

http://www.repubblica.it/2008/11/sezioni/economia/crisi-3/caso-sky/caso-sky.html

Il prossimo passo sarà raddoppiare le tasse ad Appiano Gentile.



Contro la maestra unica

9 settembre 2008 by Zap

Si prepara la Nuova Riforma dell’Istruzione ed è già scontro su uno dei punti chiave (assieme alla chiusura di alcuni istituti scolastici, che non è nemmeno da commentare): il ritorno alla maestra unica nelle scuole elementari (o scuola primaria). 3 semplici punti per i quali non sono affatto d’accordo (non necessariamente in ordine di importanza):

  1. Forse è una motiviazione stupida, anzi lo è sicuramente e non è nemmeno tanto forte, ma perchè nel 2008 si presenta assolutamente questa necessità di tornare al passato?
  2. Mediamente una classe elementare ha 4 insegnanti (se non di pù) e dietro di essi centinaia e centinaia e ancora centinaia di persone sono iscritte alle famose graduatorie e campano di supplenze. Passare alla maestra unica significa, tenendo anche conto che spesso gli stessi 4 insegnanti tengono contemporanemante 2 o 3 classi, tagliare dal 30 al 50% il numero di insegnati attualmente impegnati nella scuola elementare e se quelli che sono in procinto di prendere la pensione (forse) sono salvi i più giovani andranno ad aumentare le dimensioni già stratosferiche delle già citate graduatorie. Meno occupazione in un settore già afflitto da forte disoccupazone e precariato.
  3. L’Italia non è notoriamente tra le nazioni con i migliori sistemi di istruzione. L’insegnante unica significa avere una persona che insegna agli studenti delle scuole elementari tutto quello che devono imparare, dalla matematica alla lingua italiana, alla lingua straniera, alla musica, all’educazione artistica e chi più ne ha più ne metta. Ovvero serviranno persone preparate su tutti gli argomenti, ma una persona può essere molto brava a fare qualcosa, può essere brava a fare molte cose ma non può essere brava a fare tutto. La riforma modifica quindi le necessità nell’istruzione dei nuovi insegnanti che per quello appena detto dovranno saper fare tutto e siccome è chiaro che non si possa saper fare tutto bene, il risultato sarà personale docente più flessibile ma meno preparato = studenti che escono dalle scuole elementari con un livello inferiore di preparazione (e non perchè non studiano)

Bisogna risparmiare perchè l’economia mondiale non aiuta la già difficile situazione italiana?

Iniziamo a tagliare auto blu, megastipendi da onorevole (che come sempre sono poco onorevoli) e privilegi vari che chi comanda possiede sempre. Non è certamente creando disoccupazione che si risparmiano soldi, anche perchè in una logica puramente economista più disoccupazione significa minori consumi… a voi le conclusioni.

Ci tengo a precisare che il mio non è uno sfogo contro l’attuale governo bensì contro un’idea secondo me sbagliata che stanno portando avanti. La mia posizione sarebbe la stessa indifferentemente dal governo in carica. E’ una posizione a favore dell’istruzione e contro una miope visione del mondo, la stessa miope visione che ha portato per qualche motivo a togliere l’esame di quinta elementare e a istituire la formula del 3+2 per la maggior parte delle facoltà (che guarda caso in questi ultimi anni sta venendo gradualmente abbandonata) per esempio.



Michela Vittoria Brambilla

25 marzo 2008 by Zap

Un lato positivo c’è: ora Vespa non avrà più bisogno di invitare l’oca per fare ascolti



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