Il Viaggio
Sono appena trnato dalla Croazia, dove ho trascorso la settimana di Ferragosto, ma quello di cui voglio parlare qui non è la vacanza in sè, bensì il viaggio che ci ha portati in Croazia e ci ha riportati a casa.
Tutto inizia l’8 Agosto 2008 alle ore 23.30
Quattro dei sette viaggiatori si incontrano e iniziano a caricare le automobili con i primi bagagli della combricola. Le auto sono 2: una Renault Clio Van (Spider), su cui staranno Drugo e Silvana, e una Fiat Stilo (Gigio) per tutti gli altri; i temerari sono Drugo (malaticcio), Silvana, Simone e Zap. Bagagli caricati, itinerario deciso e illustrato, poco prima di mezzanotte si parte verso la prima tappa: Diego ci aspetta a casa sua e noi passiamo a prenderlo. Caricata anche la sua borsa militare sulla Spider, dato che sul Gigio la sua valigia non ci sarebbe mai stata, Diego sale sul Gigio e in 5 si parte alla volta di Boltiere a prendere Devy. La valigia questa volta ha dimensioni decisamente più accettabili e viene caricata sul Gigio: manca solo un viaggiatore, che alle 0.20 chiama Zap sul cellulare perchè temeva facessimo tardi, si tratta di Drizzt il Pigna. A 0.35 siamo a Bergamo sotto casa sua, carichiamo la sua valigia sulla Spider, dal momento che il Gigio strabordava valigie e zaini, e si parte: 8 ore e mezza, massimo 9 e siamo a Pag (in Croazia)!
Il gruppo di viaggiatori è al completo, ma forse è necessario raccontare un breve antefatto.
Nel mio bel paesello c’è una persona che è capace di azioni inspiegabili, solo a pronunciarne il nome i bambini si ribaltano dalla bicicletta, si rompono braccia giocando a calcio e qualsiasi altro tipo di sfortuna possa accadere, accade. Il suo influsso malefico funziona in qualsiasi parte del mondo se non si prendono le dovute precauzioni, quali gesti scaramantici e simili tanto che, nel tentativo di alleviarne l’effetto gli è stato dato lo pseunonimo di Ciuffarelli o, nel tentativo di renderlo ancora più innocuo, semplicemente Ciuffa.
E’ il 9 di Agosto e tutti i telegiornali d’Italia segnano quella giornata come da bollino nero per le strade, inoltre nel pomeriggio accaduto nei pressi di Trieste ha creato non poco scompiglio sulla A4, ma la prima ora e mezza di strada scorre tranquilla, tanto tranquilla da rincuorare i viaggiatori, troppo tanquilla.
Alle 2 di notte, dalle parti di Padova, inizia il traffico e mancano ancora 300 km alla dogana, si prosegue a passo d’uomo, solo a tratti sembra che la coda si diradi ma meno di un paio di km dopo tutti di nuovo allineati sulle 3 corsie della A4, iniziamo a temere che sia così fino alla barriera di Mestre. Le ore trascorrono e noi sempre fermi in colonna, alle 6 del mattino inizia ad albeggiare: avremmo dovuto essere quasi in Croazia, ma siamo ancora in Italia… Alle 8 circa riusciamo a superare la barriera di Mestre, ma siamo sempre in coda e lentamente ci avviamo verso Trieste, ma prima c’è la barriera di Venezia Est da superare: sono solo una quinidicina di kilometri, ma sembrano 1500. Verso le 9.30, stanchi della coda e riprese le forze grazie alla colazione in Autogrill proviamo a uscire dall’autostrada alla ricerca di strade alternative. Siamo dalle parti di Portogruaro quando usciamo dall’autostrada, ma fuori sembra peggio che dentro, così rientriamo in autostrada, qualche uscita più avanti e alle 11 circa siamo al confine con la Slovenia a Gorizia. Ci abbiamo messo 10 ore, ma siamo in Slovenia, ora iniziamo a vedere sereno davanti a noi!
Tuttavia ho volutamente tralasciato un piccolo particolare del viaggio: in coda, tra una patatina e l’altra e tra una discussione stupida e una ancora di più, il Pigna salta fuori con una domanda dalle mille insidie: “Come si chiama quello là che porta sfiga?” e senza nemmeno dare il tempo agli occupanti dell’auto di prendere precauzioni: “Ciuffa?”. Gli altri 4 si guardano in faccia sconvolti e disperatamente vanno alla ricerca di un appiglio grazie al quale ripararsi dalla sciagura che li avrebbe colpiti per questo colpo basso del Pigna.
In Slovenia decidiamo di non fare l’autostrada, un po’ per non pagare i 35 euro di bollino autostradale, un po’ perchè comunque riteniamo che sia piuttosto semplice arivare in Croazia anche senza utilizzarla. Ed effetivamente è proprio così: alle 13.45 siamo al confine tra Slovenia e Croazia. Questa volta, diversamente da quello che è successo a Gorizia in cui i controlli sono inesistenti, dato che la Slovenia è in UE, si fa la coda. Drizzt è alla guida e Zap chiede a tutti gli occupanti di consegnare le carte d’identità, in modo da consegnarle all’agente di Polizia che deve fare il controllo.
Tutti mettono mano al portafoglio e uno alla volta consegnano la carta d’identità. Tutti tranne uno: Diego esita un attimo e si chiede, mentre cerca nel portafoglio: “Dove è la carta d’identità?”. Alla sua domanda raggeliamo: “Diego, dimmi che non l’hai dimenticata a casa…” provo a dire io, immaginando già la scena di noi 5 in vacanza in dogana… “Eh no, non ce l’ho”. Drizzt prova a mantenere la calma e si fa dare la patente, anche se sapevamo non sarebbe mai bastata. E’ il nostro turno, consegnamo le carte d’identità, il poliziotto le guarda, apre il portadocumenti di Diego e chiede: “Driving license… no identity card?”. Compaio al finestrino dal lato del passeggero e mascherando un’agitazione mai provata ribatto con tono di supplica: “He forgot it at home” e il poliziotto senza fare una grinza: “I’m sorry, but you must go back!”. Parcheggiamo tra la frontiera slovena e quella croata, provo a parlare con la polizia locale, ma non mi danno altre chance. O meglio, le possibilità me le danno eccome! Ad esempio avrebbero potuto farci 500 € di multa e farci avanzare fino al confine croato dove avrebbero trattenuto Diego per 2 giorni “per accertamenti” sia all’andata che al ritorno. Non rimaneva che “only one way” per risolvere il problema: andare a Lubiana (100 km più a nord) al consolato italiano e farsi fare un passaporto d’emergenza, con il quale avremmo potuto varcare il confine. Nemmeno 10 minuti dalla comunicazione e mi viene un dubbio: Sabato 9 Agosto, pomeriggio, il consolato sarà aperto? Il poliziotto conferma i miei timori infatti alla mia domanda risponde “By me, it’s open all time”. Ormai non importa, dobbiamo passare il confine e senza carta d’identità non si piò fare: torniamo a Lubiana. Arrivamo senza troppa difficoltà e con altrettanta semplicità troviamo l’ambasciata italiana, che sorpresa delle sorprese è aperta! …dalle 9 alle 11 e dal Lunedì al Venerdì…
Unica soluzione: aspettare a Lubiana. Iniziamo a girare per la città in cerca di una sistemazione per 2 notti, ma tutta la città sembra piena: andiamo al centro informazioni turistiche e ci trovano una sistemazione in un’ostello poco fuori dal centro della città, ostello da 15 euro la notte… lascio immaginare!
Alla fine nella sfortuna siamo anche fortunati: Luca e Silvana hanno passato la frontiera (con le valigie di Diego e Drizzt) e mentre noi ci prepariamo per mettere qualcosa sotto i denti ci comunicano che ancora non hanno raggiunto la meta (riusciranno a farlo solo alle 21.30, ovvero dopo 21 ore di viaggio). Siamo pronti per tornare in centro città e saliamo sul Gigio, Simone gira la chiave nel quadro, la macchina fa per accendersi ma poi “Persa la connessione” e non parte! Iniziamo a pensare che ci sia davvero qualcosa o qualcuno che ce l’ha con noi, ma 2 minuti dopo Simone porova a riaccendere la macchina che senza dare segni di cendimento parte e ci porta in centro. “Sarà un problema passeggero”. Mangiamo, giriamo la città, qualche drink da Josè Pena’s Cantina Y Bar e poi, distrutti dal viaggio verso le 23.30 torniamo in ostello, anche perchè nel frattempo abbiamo scoperto che avremmo passato solo una notte a Lubiana: il giorno dopo, la mattina, i genitori di Diego avrebbero fatto una piccola deviazione e sarebbero passati da Trieste prima di andare in Austria, là li avremmo raggiunti e recuperato la carta di identità di Diego. Risaliamo in macchina, arriviamo a un semfaoro di un grosso incrocio del centro e “Persa la connessione”: la macchina si spegne e questa volta non mostra l’intenzione di ripartire (e ci lascia a piedi accanto alla macchina di due ragazze che ci invitavano a seguirle). Spingiamo la macchina oltre l’incrocio in una strada laterale, decisamente meno battuta, se non dai cani, infatti Diego ne pesta degli escrementi e li porta in macchina spargendoli sul tappetino. Ci avviciniamo il più possibile all’ostello spingendo l’auto, Drizzt e Simone vengono ai ferri corti, dopo mezz’ora la macchina partee tutto torna “apposto”. Il giorno dopo sveglia alle 9, direzione Trieste.
Alle 11.30 siamo a Trieste e alle 12 circa arrivano i genitori di Diego e ci consegnano la carta d’identità. Siamo euforici: la carta d’identità c’è, in autostrada arrivare in Croazia è un attimo, il Gigio non da problemi di sorta! In assoluta tranquillità il viagio prosegue fino Rupa, passiamo la dogana, siamo in Croazia!
Ci aspettano altri 300 km, più lunghi di quello che possano sembrare, ma grazie alla pausa pranzo a Senj a base di calamari (che in Croazia cucinano in tutti i modi) e la pausa traghetto per raggiungere l’isola di Pag tutto scorre piuttosto tranquillamente. Alle 18 circa siamo a Pag, Luca e Silvana ci raggiungono e ci accompagnano verso l’appartamento.
Inaspettatamente la vacanza scorre piuttosto priva di eventi sfortunati, nonostante le attese del primo giorno. Da menzionare tuttavia:
- il Gigio di tanto in tanto da lo stesso problema che aveva dato a Lubiana, ma nulla di particolarmente grave, tempo 10 – 15 minuti e tutto tornava apposto;
- a Novaljia Luca ha subito il sequestro della Spider per parcheggio in divieto di sosta più la relativa multa di 110 euro
- Il giorno di Ferragosto la tubatura della fognatura si intasa e il cortile esterno diventa impraticabile per l’acqua putrida che invade il terreno laterale, ma anche questo, grazie all’intervento di un idraulico locale viene risolto nel pomeriggio
- Il 15 agosto il brutto tempo rende impossibile andare al mare e la serata è tormentata da un forte vento e dal temporale. Giusto il giorno prima Drizzt aveva fatto notare che avevamo trovato sempre bel tempo.
E’ il momento di toranre a casa. Sono le 9 del mattino e tutto è pronto per la partenza. Il Gigio sembra non dare i segni di debolezza dei giorni precedenti e tutto scorre lieto e sereno fino alla barriera di Venezia Est (traffico escluso), se non contiamo una piccola sosta obbligata a Basovizza per il Gigio che si spegne.
Appunto alla barriera ci sono 7 km di coda, quando manca poco più di 1 km “Persa la connessione” e la macchina si spegne. Drizzt è alla guida, ma senza farci prendere dal panico, scendiamo dall’auto (eravamo in coda e in prima corsia) io e Simone e spingiamo il Gigio in corsia d’emergenza. Aspettiamo 15 minuti, accendiamo la macchina, sembra funzionare come sempre. Ci rimettiamo in carreggiata, il traffico sembra scorrevole ora, passano 300 metri e si presenta un nuovo rallentamento, ci stiamo per fermare e “Persa la connessione”. Sullo slancio Drizzt porta la macchina sulla corsia d’emergenza e aspettiamo un altro quarto d’ora. Nle frattempo un carrattrezzi passava di là e ci chiede se avevamo bisogno, gli raccontiamo del problema e ci dice di chiamare in caso di bisogno. Decidiamo di fare di testa nostra e riaccendiamo la macchina: 20 secondi e si spegne. Questa volta il problema è grave. A spinta portiamo la macchina ferma in corsia d’emergenza fino a cinquantina di metri dal casello e aspettiamo decidendo cosa fare. In questa Odissea non potevano mancare le sirene, infatti ecole comparire all’oizzonte: blu e lampegginati, sono quelle della polizia che si accerta della situazione e ci invita se posibile a spostarci più avanti in quanto il punto non era propriamente sicuro.
Proviamo a riaccendere il Gigio, ce la facciamo e questa volta sembra tenere: ci infiliamo in coda per il casello, siamo a 20 mentri, “Persa la connessione”. Quattro frecce in mezzo alla coda e segno agli altri automobilisti di sorpassarci. Finchè decidiamo: spingiamo la macchina fino al casello, paghiamo e proviamo a riaccenderla. Intanto Luca ci avvisa che ci aspetta all’Autogrill successivo e che anche la sua auto ha dei problemi. Il piano funziona, paghiamo e facciamo partire il motore, poi sgasiamo a giri altissimi pr evitare che si spenga di nuovo. Raggiungiamo Luca e ripartiamo assieme. A Mestre ritiriamo il biglietto dell’autostrada praticamente in corsa, inoltre:
- La Spider lascia una lunga scia di fumo nero dietro di sè e non può andare a più di 90 km/h
- Il Gigio non uò scendere sotto i 2000 giri/min o il motore si spegne anche in corsa
per forza di cose ci separiamo.
Alle 2 di notte riusciamo a uscire dall’autostrada e appena giunti a casa di Drizzt il Gigio allo stremo delle forze si spegne. Temiamo di non poterlo più riaccendere ma stavolta il Gigio come se volesse prenderci in giro si riaccende praticamente subito. Per precauzione Drizzt prende la sua macchina e segue Zap e Simone sul Gigio diretti verso casa, dopodichè accompagnerà a casa in ordine Devy, Zap e Diego.
E Drizzt ancora non crede che il Ciuffa porta sfortuna.
- 13 Comments »
- Burped in L'angolo della barza

Ahahah grandissimo Davide… Riportato punto per punto ogni momento del viaggio di andata e ritorno della vacanza!! XD
A leggerlo ora mi sono fatto 2 risate però ammetto che mometi di tensione altissima in queste 50 ore di viaggio nn sono mancate
Incrocio le dita per domani e spero che la Gigia nn faccia la peste come il Gigio
Ahahahahahah Davide resto cmq scettico. Sto ciuffa non è nessuno siete solo voi troppo superstiziosi.
Devi anche dire che il Gigio aveva già dato problemi -.-’
Hai dimenticato di scrivere come Simone fosse un poco agitato alla barriera di Venezia hihihi. Ti ricordo che nel chiudere la portiera ha sradicato la maniglia dalla porta AHAHAHAHAHAH lacrimo T_T
Infine non hai menzionato la discussione per dove andare a dormire >.<
Quel cazzaro mortaccione del porco culo di Devy sarebbe andato a dormire in una fogna sotto a un ponte pur di non spendere 1 solo euro.
A Simone dò un bellissimo: ” I N B O C C A A L L U P O ” così vediamo se sto Ciuffa vale meno del Pigna MUAHAHHAHAHA XD
Mi sto già toccando le palle per domani oh… davvero.
Cmq vero mi ero già dimenticato della maniglia… e del tergicristallo… e del turbo andato alla fine… e del fascione in plastica mezzo scorticato sotto il paraurti anteriore (vero Davide?
)… e credo basta?? XD
Quoto Drizzo poi… dovevi citare più spesso quel crostone di Devy
Drizzt vai a lavare i piatti!
Fottetevi tutti!
Andatevene in albergo 5 stelle e non cagatemi la minchia! Io in ostello ci dormo benissimo, vengo dalla scuola del campeggio, mica dall’Hilton Hotel “servito e riverito”!
E se, a maggior ragione, si tratta di una sola notte non me ne frega un cazzo se il cesso non è splendente come quello di Buckingham Palace, io dormo comunque anche sdraiato su una panca del porto di Livorno e piscio nel mare!
Se volevate fare i ricconi non venivate in una casa da 130€ a settimana, ma andavate in un albergo da 1500€ a notte!
Andatevene a fare i ricconi se volete trattarvi bene, ma non venite a rompere il cazzo a me!
PS: Drizzt, vai a lavare i piatti!
Devy non cercare di girare la padella. Sei un crostone del cazzo punto e basta.
Sei sparito per due mesi prima di questa vacanza (secondo me e qualcun altro x’ stavi cercando di risparmiare per la vacanza e spendere 5 euro per una birra erano troppi -.-’).
Porca puttana se fossi stato te a fare i conti ti saresti messo a contare i millesimi di euro.
Effettivamente l’anno prossimo spero che qualcuno mi segua se propongo un albergo a 3 stelle. Decisamente meglio dal mio punto di vista.
Vabbè mi fermo qui sennò faccio partire un drama infinito XD. Ciauzzz
Povero Drizzt…
Povero Luca…
ma si dai l’importante è divertirsi l’uno col cazzo in culo dell’altro….
poi se in una fogna di ostello, o in un albergo, o con 2 cazzo di macchine progettate da sbirulino, o con 48 ore di viaggio, o con la rottura di coglioni in colonna in autostrada, o con…..
vabbhè dai fermiamoci qui va
Accertatevi bene riguardo all’ambasciata perche’ forse non siete stati informati dalle autorita’ locali che durante il fine settimana funziona normalmente un cellulare di sevizio.
Il cellulare entra in servizio alle 18 del venerdi’ pomeriggio e viene spento alle 21, durante la notte e’ attiva la segreteria telefonica che sara’ letta la mattina successiva all’accensione del telefono, cioe’ alle 9.
Il telefono resta attivo sabato e domenica dalle 9 alle 21 ininterrottamente e, se la rete non copre l’utente, scatta la segreteria che sara’ letta nonappena il funzionario addetto entrera’ in una zona dove ha campo.
In realta’ il funzionario di turno non potra’ produrre per voi passaporti o carte d’identita’ perche’ per questi documenti bisogna prima consultare altre strutture (questura, comuni etc…) e il tutto richiede alcuni giorni di tempo, ma se, ad esempio, siete all’estero, avete smarrito i documenti e dovete rientrare in Italia con un volo gia’ acquistato vi verra’ rilasciato un foglio di viaggio col quale partire presentando la denuncia di smarrimento o di furto del documento e, se non erro, due foto formato tessera.
In bocca al lupo per le vostre prossime vacanze…evitate quel “tipo” (non nominiamo) …anche io credo molto a certi “influssi”!
ehehehe informata!
ma ormai è tardi
Organizzato il remake, sperando che vada meglio questa volta!
[...] rimesso in sesto, domani si riparte per la Croazia, ma questa volta la destinazione è Rab (Banjol per la [...]